338 euro al mese. È quanto spende in media chi vive da solo per il cibo comprato per mangiare a casa, secondo l'indagine ISTAT sulle spese delle famiglie riferita al 2024. Dividendo il dato ISTAT di 338,49 euro per settimane e giorni (elaborazione nostra), sono circa 78 euro a settimana e 11 euro al giorno. In questa cifra non ci sono i pasti fuori casa: bar, ristoranti, mense e consegne a domicilio stanno in un'altra voce, che ISTAT pubblica insieme agli alberghi.

La risposta breve, quindi, è doppia: per la spesa una persona sola spende in media 338 euro al mese, secondo ISTAT; per mangiare in tutto spende di più, e quanto di più dipende soprattutto da quante volte mangia fuori. Qui trovi i dati ufficiali, cosa c'è dentro e cosa no, e un modo semplice per fare il conto sul tuo mese.

Quanto si spende mediamente per mangiare in un mese?

Il dato ISTAT di riferimento è la voce «Prodotti alimentari e bevande analcoliche» delle famiglie di un solo componente: la spesa al supermercato, al discount, al mercato e nei negozi di quartiere, compreso quello che arriva dall'orto proprio. Restano fuori vino, birra e alcolici, che ISTAT conta in «Bevande alcoliche e tabacchi».

Chi vive da solo (ISTAT 2024) Al mese A settimana Al giorno
Spesa alimentare media 338 € 78 € 11 €

Fonte: ISTAT, Spese per consumi delle famiglie – Anno 2024, Prospetto 4 delle tavole. Il valore mensile è il dato ISTAT (338,49 €, arrotondato all'euro); settimana (mese ÷ 4,345) e giorno (mese ÷ 30,4) sono elaborazioni nostre.

I 338 euro sono il 17,5% dei 1.932 euro che chi vive da solo spende in media ogni mese per tutto. E sono la spesa alimentare a testa più alta tra tutti i tipi di famiglia: in due si spendono 272 euro a persona, in quattro 192 (divisione nostra delle medie ISTAT). Vivere da soli costa di più anche a tavola. Il confronto completo per 1, 2, 3, 4 e 5 o più componenti, con l'equivalente settimanale, è nella guida alla spesa alimentare media mensile.

Dove vanno i 338 euro

Le stesse tavole scompongono la spesa per tipo di prodotto.

Voce (chi vive da solo) Al mese
Carne 66 €
Cereali e prodotti a base di cereali (pane, pasta, riso) 52 €
Ortaggi, tuberi e legumi 46 €
Latte, latticini e uova 43 €
Frutta e frutta a guscio 31 €
Cibi pronti e altri prodotti alimentari 24 €
Pesce e frutti di mare 23 €
Zucchero, dolci e dessert 14 €
Oli e grassi 12 €
Caffè, tè e cacao 12 €
Acqua 9 €
Bibite e succhi 6 €
Totale 338 €

Fonte: ISTAT 2024, Prospetto 4. Nomi delle voci abbreviati; «caffè, tè e cacao» e «bibite e succhi» sono accorpamenti nostri di più righe della tavola. Valori arrotondati all'euro.

Carne, cereali e verdura fanno da sole circa 165 euro, quasi la metà della spesa. È un'informazione utile quando cerchi dove intervenire: un taglio del 10% su queste tre voci pesa più di qualunque risparmio su acqua o bibite.

Da cosa dipende la spesa alimentare mensile?

L'età

È il fattore che le tavole ISTAT misurano meglio per chi vive da solo, e cambia il quadro più di quanto ci si aspetterebbe.

Chi vive da solo (ISTAT 2024) Spesa alimentare Ristorazione e alloggio Spesa totale
18-34 anni 296 € 178 € 1.893 €
35-64 anni 339 € 147 € 2.097 €
65 anni e più 347 € 50 € 1.794 €
Tutte le età 338 € 104 € 1.932 €

Fonte: ISTAT 2024, Prospetti 4 e 5. Valori medi mensili arrotondati all'euro.

Chi ha meno di 35 anni spende al supermercato 51 euro meno di chi ne ha più di 65, ma nella voce «Servizi di ristorazione e di alloggio» spende 178 euro contro 50. Per i più giovani il cibo comprato per casa è il 15,6% del bilancio; dopo i 65 anni sale al 19,3%. Le tavole mostrano i due dati affiancati, non quanto dell'uno dipenda dall'altro.

Quanto mangi fuori casa

È la variabile che sposta di più il totale e quella che i dati ufficiali raccontano peggio. Nelle tavole ISTAT ristoranti, bar, mense, consegne a domicilio, alberghi e altri alloggi sono una voce unica, quindi da quei 104 euro non si può isolare la parte spesa per mangiare. Non si possono nemmeno sommare ai 338 euro come se fossero tutti pasti: dentro ci sono anche le notti in albergo delle vacanze.

Dove vivi, cosa e dove compri

Nelle tavole le differenze tra regioni sono pubblicate per tutte le famiglie insieme, non per chi vive solo: le trovi nella guida alla spesa alimentare media mensile. Altri fattori l'indagine non li misura affatto: il canale (discount, supermercato, negozio sotto casa), la dieta, quanto fresco e quanto confezionato compri, lo spreco. Servono a spiegare perché la tua cifra può essere lontana dalla media senza che ci sia nulla di sbagliato.

Spesa al supermercato vs mangiare fuori

Quando ci si chiede «quanto spendo per mangiare», di solito si mescolano due cose che si comportano in modo molto diverso.

  • La spesa per casa è abbastanza stabile: varia con le stagioni e con i prezzi, ma un mese somiglia al precedente. È l'unica parte che puoi confrontare con i 338 euro di ISTAT.
  • I pasti fuori sono la parte elastica: pranzi di lavoro, aperitivi, cene, consegne a domicilio. Una settimana piena di impegni può valere quanto mezzo mese di spesa, e nessuna media ufficiale te lo dice.

Per questo conviene tenerle separate anche nei tuoi conti, con almeno due categorie: spesa e pasti fuori, più una terza per le consegne se le usi spesso. Se pranzi con i buoni pasto, annotali comunque: per il conto corrente non sono un'uscita, ma per sapere quanto costa davvero il tuo mangiare sì.

Esempio di budget mensile per una persona

Un esempio con cifre ipotetiche: non è una media, serve a vedere il metodo. Una persona che vive da sola, fa la spesa grande una volta a settimana, pranza fuori due giorni su cinque per lavoro e cena fuori o ordina una consegna un paio di volte al mese.

Voce Come si calcola Al mese
Spesa per casa 75 € a settimana × 4,345 326 €
Pranzi fuori per lavoro 2 a settimana × 10 € × 4,345 87 €
Cene fuori e consegne 2 al mese × 25 € 50 €
Totale per mangiare 463 €

Tre cose da notare. La prima: solo la riga della spesa (326 euro) si confronta con il dato ISTAT di 338. La seconda: i pasti fuori valgono qui 137 euro, quasi il 30% del totale, ed è la riga che cambia di più da un mese all'altro. La terza: la spesa settimanale va moltiplicata per 4,345, non per 4. Con «per quattro» la prima riga sarebbe 300 euro, e 26 euro al mese sparirebbero dal conto. Tutto il mangiare dell'esempio fa poco più di 15 euro al giorno.

Per costruire il tuo bastano tre passi: misura un mese intero di spesa, compresi pane, frutta e caffè presi al volo; annota a parte pasti fuori e consegne; solo allora fissa un tetto per ciascuna voce.

Come ridurre la spesa senza rinunciare troppo

Nessuno di questi consigli ha un risparmio garantito: dipende da come compri oggi. Ma sono quelli che agiscono sulle voci più pesanti.

  • Pianifica i pasti prima della lista. Si compra quello che serve davvero, e si va meno spesso al supermercato.
  • Cucina per più giorni e congela le porzioni. Per chi vive solo è il modo per usare le confezioni grandi, spesso più convenienti al chilo, senza buttare niente.
  • Guarda il prezzo al chilo o al litro, non quello della confezione: è indicato sul cartellino e rende confrontabili formati diversi.
  • Prova la marca del supermercato sui prodotti base, come pasta, legumi, latte e conserve.
  • Porta il pranzo da casa qualche giorno a settimana. Nell'esempio è la riga che si sposta di più con meno fatica.
  • Tieni d'occhio i piccoli acquisti. Pane, caffè al bar e spuntini presi al volo sono la parte che sfugge sempre al conto «faccio la spesa il sabato».

Come tenere sotto controllo la spesa alimentare

Il metodo che regge nel tempo è semplice: segnare le spese quando le fai, dividerle tra spesa e pasti fuori, e dare un'occhiata a metà mese. A metà mese sai già se il tetto regge, e c'è ancora tempo per correggere.

Il passo successivo è leggere la spesa alimentare dentro il bilancio, non da sola. Chi vive da solo paga per intero affitto, bollette e connessione: nelle tavole ISTAT la casa assorbe il 43,9% della spesa di una persona sola, contro il 28,6% delle famiglie da cinque o più componenti. Il quadro completo per numero di persone è in quanto spende una famiglia italiana al mese. Una spesa alimentare sopra la media non è un problema se a fine mese resta margine; una sotto la media non basta se i costi fissi hanno già preso tutto.

Se vuoi capire quanto spendi davvero ogni mese e prevedere le prossime uscite, puoi usare QuantoSpendo. Segni le spese in due tocchi nella loro categoria, inserisci una volta sola affitto, bollette e abbonamenti, e l'app ti dice quanto puoi ancora spendere nel periodo in corso, con le scadenze già contate. Il piano gratuito include 1 budget per categoria: puoi metterlo sulla spesa alimentare e ricevere un avviso quando arrivi all'80%. Se invece il punto è prendere l'abitudine di segnare le spese senza mollare dopo una settimana, la guida all'app per tenere i conti gratis parte proprio da lì.

Fonti e metodo

Tutti i dati vengono da un'unica fonte: ISTAT, indagine sulle spese per consumi delle famiglie, anno 2024, pubblicata il 7 ottobre 2025. In particolare le tavole in formato Excel: Prospetto 4 per le famiglie di un solo componente, comprese le voci di dettaglio della spesa alimentare, e Prospetto 5 per le persone sole per classe d'età. Le definizioni sono nel report con la nota metodologica.

Cosa misura ISTAT: le spese delle famiglie residenti per beni e servizi destinati al consumo. Gli alimentari sono rilevati con un diario di 14 giorni e comprendono l'autoconsumo. I valori sono medie stimate su tutte le persone che vivono sole, o su quelle di una certa età.

Elaborazioni nostre, dichiarate dove compaiono: l'equivalente settimanale (mese ÷ 4,345), quello giornaliero (mese ÷ 30,4, cioè 365 giorni diviso 12), la spesa a testa delle famiglie più numerose (mese ÷ componenti), le differenze tra righe, gli accorpamenti di voci e gli arrotondamenti. L'esempio di budget usa cifre ipotetiche, non dati.

Cosa non c'è in queste tavole, e quindi non trovi qui: un totale «per mangiare» che comprenda i pasti fuori casa, la spesa per ristoranti e bar separata dagli alberghi, e la spesa alimentare di chi vive solo per regione.

Domande frequenti

Quanto si spende di spesa al mese da soli?

Secondo ISTAT, nel 2024 chi vive da solo ha speso in media 338 euro al mese in prodotti alimentari e bevande analcoliche, cioè il cibo comprato per mangiare a casa. Sono circa 78 euro a settimana e 11 euro al giorno (divisioni nostre sulla media ISTAT). Bar, ristoranti, mense e consegne a domicilio non sono compresi.

Quanto costa mangiare al mese contando anche i pasti fuori casa?

Le tavole ISTAT non hanno un totale unico. I pasti fuori casa stanno nella voce «Servizi di ristorazione e di alloggio», che per chi vive solo vale in media 104 euro al mese (178 sotto i 35 anni, 50 sopra i 65) ma comprende anche alberghi e alloggi, quindi non si può sommare alla spesa alimentare come se fosse solo cibo. Il modo affidabile è sommare per un mese la tua spesa e i tuoi pasti fuori.

Quanto spende a settimana una persona sola per la spesa?

Circa 78 euro, dividendo la media mensile ISTAT di 338 euro per le 4,345 settimane di un mese medio. Il passaggio inverso va fatto con lo stesso fattore: chi spende 70 euro a settimana spende circa 304 euro al mese, non 280.

Chi vive da solo spende di più a testa di chi vive in famiglia?

In media sì. Secondo ISTAT 2024 chi vive solo spende 338 euro al mese di alimentari. Dividendo per il numero di componenti le medie delle famiglie più numerose (elaborazione nostra) si ottengono 272 euro a testa in una famiglia di due persone e 192 in una di quattro. È una divisione semplice, non una scala di equivalenza.

Quanto budget mettere per la spesa alimentare di una persona?

Non c'è una cifra giusta per tutti. Misura prima un mese intero di spesa senza cambiare abitudini, poi confronta il totale con la media ISTAT di 338 euro e soprattutto con quello che ti resta dopo affitto, bollette e abbonamenti. Il tetto si decide su quel margine, non sulla media.